mercoledì 27 febbraio 2013

INNOCUI COMPITI DI ITALIANO...


Leggo sul diario:
"COMPITI DI ITALIANO:
Scrivi un breve racconto autobiografico relativo ad una tua amicizia con  una persona”.
Un classico.
Un semplice, innocuo, normalissimo compito a casa svolto nel corso dei secoli, anzi, che dico, dei millenni - a partire dagli antichi Egizi per finire agli attuali grillini - da migliaia di bimbi in tutto il mondo e in tutte le lingue. 
Niente di particolare, quindi. Le solite quattro o cinque righe in cui i bimbetti descrivono il loro pirmo amico del cuore, i primi giochi assieme, i primi litigi poi  immancabilmente risolti con un uno scambio di figurine o davanti a una tazza di cioccolata calda con panna preparata da una delle premurose mamme di turno, i primi confronti con un altro essere della stessa specie con cui si prova quel sentimento benedetto altresì chiamato “amicizia”.
Ma…peccato che a noi manchi la materia prima.
Gabriele, ancora un vero “amico” non ce l’ha.
I bimbi, specialmente quelli piccoli, delle elementari, non guardano in faccia nessuno, non sono ancora “addomesticati”, civili, etici, politically correct. Sono ancora delle bestioline, degli esseri giocosi e urlanti, che giocano, urlano, corrono, si rincorrono, a volte si picchiano, altre si sputano, altre invece si scambiano tranquillamente delle figurine o giocano a quegli affari chiamati pokemon. E il gioco è il pirmo mattone di quella amicizia.
Peccato che nessuno giochi con Gabriele.
Nessun bimbo, cioè.
Nessuno, tra i suoi compagni, con cui scambiare le figurine, giocare a battaglia navale, ai pirati o a tris. E non sto parlando di giochi che prevedano di camminare o correre, no, no, ma di giochi tranquilli, da tavolo, giochi da fare da seduti. Ma anche così, Gabriele ha i suoi tempi, le sue modalità, occorre avere un attimo di pazienza, non tanta, solo qualche secondo in più, solo una manciata di secondi in più per afferrare saldamente il soldatino, posizionarlo in trincea e sparare,  solo un soffio di vento in più per riuscire a prendere una certa figurina da un mazzo e porgerla al compagno, ecco.
Ma i bambini, quella piccola pazienza non ce l'hanno.
I  bambini sono scattanti, irrequieti, energici, non aspettano e non guardano in faccia nessuno, con o senza sedia a rotelle. Vanno dietro i loro giochi, veloci, come un tornado, e non guardano chi hanno lasciato indietro.
E Gabriele, in genere, resta, appunto, indietro.
Ed ecco allora che spesso, mentre i suoi compagni giocano a pallone o a "ce l’hai", va con i maestri a vedere un cartone animato, oppure sta in classe, sempre con i suoi maestri, a leggere un libro, a disegnare, a chiacchierare con loro.
Sì, certo, lui in teoria un amico del cuore ce l’ha, e quando lo saluta gli manda baci e abbracci…peccato che per l’altro bimbo non sia lo stesso, e Gabriele sia solo un piccolo compagno su una sedia a rotelle con cui si sia fermato a parlare un secondo di più degli altri compagni, guadagnandosene  così l’amore incondizionato e duraturo.
E quindi, appena leggo il titolo del compito a casa, mi si stringe il cuore, la pancia e anche il fegato, ma faccio finta di nulla e cerco di assumere un tono superficiale e cinguettante con Gabriele mentre gli dico con (finta) noncuranza, lanciandogli la ciambella di salvataggio: “Ah, sì, devi parlare di un tuo amico, una persona a cui vuoi bene,  che può essere un compagno, un maestro, qualunque persona…”
E lo lascio lì.
Davanti al computer con il suo tema da svolgere, da solo.
Non potevo dirgli altro, non avrei saputo dirgli altro. Lo lascio a cercare di trovare nella sua mente la soluzione all'arcano. Passano i secondi, i minuti, un quarto d'ora, mentre sento che pian pianino batte con impegno e determinazione sulle lettere della tastiera, piano, certo, irregolare, certo, ma costante, determinato.
E alla fine, mi chiama: “ fatto!”
Inizio a leggere il racconto: “Un giorno ero con mia mamma e mio papà (i miei amici) a spasso per Torino …” etc. etc.
Bravo Gabriele, mi hai fatto venire da piangere! Sei stato bravo, bravo veramente, e abile: hai aggirato l’ostacolo, e non so quanto tu te ne sia effettivamente accorto o ti sia venuto spontaneo considerare noi, i tuoi genitori, come amici, sorvolando sul fatto che tu, di amici della tua età, per il momento non ne hai.
Sorvolare..volare alto.
Bravo, Gabriele.






5 commenti:

  1. Carissima Cinzia, alle volte i nostri figli sanno stupirci, proprio a noi che crediamo (giustamente) di dover loro soprattutto protezione ed appoggio incondizionato. Alle volte sono proprio loro che fanno vedere altri aspetti della stessa situazione.
    Come sai, anche dalle mie parti la vita non è facilissima, per quanto lo sia sotto altri aspetti. Proprio questa settimana abbiamo iniziato a far incontrare a Denis una psicologa, per via del suo carattere un po' troppo al di sopra delle righe, aggressivo e prevaricante: gli amici li ha, corre-salta-e-gioca-a-figurine.. ma non sono ancora serenamente convinta che questo sia sufficiente a garantirgli una vita dove possano sbocciare i suoi "doni interiori". E la sua strada è ancora lunga, ci sono ancora prove dolorose ad attenderlo.
    Quindi ti abbraccio forte, e ti penso vicina a me e a tante altre mamme in questo cammino di accompagnamento :) che può far vedere qualcosa di speciale anche a noi!
    Un bacio a Gabri

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  2. Caro Gabriele,io sono Denis e,con il mio fratellino di 6 anni vorremmo fare tua conoscienza, io ho 10 anni, quasi 11 la mia passione sono quei mostriciattoli più amati di sempre, i pokemon! Ho un DS Nintendo possiedo un mazzo di figurine più o meno forti e volevo avere la possibilità di scambiarle con le tue.Inoltre,come ho già citato prima,ovvero che posseggo un nintendo, e 2 giochi pokemon già finiti. Con affetto Denis (figlio di Cinzia)

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  3. DENIS, ciao! Io sono la mamma di Gabriele, e appena Gabriele esce da scuola gli farò leggere di sicuro il tuo messaggio, e gli farà di sicuro tantissimo piacere come ha fatto a me, grazie! :-) Saremo felicissimi, Gabriele ed io, di vedertti, tu e il tuo fratellino, per giocare assieme! Sai, Gabriele non ha figurine o pokemon ma è ben dotato di Nintendo, WII e microfono con casse per giocare al Cantatù!
    E in più ha il gioco dell'Oca, e tanti altri giochi ..che però non guarda mai perchè è sempre attaccato alla Nintendo! Sai come facciamo? Tua mamma ha il mio indirizzo e mail, e quindi possiamo scriverci lì il numero di telefono (non lo scrivo qui perchè non voglio che lo vedano tutti tutti, anche chi non conosco!), così ci scambiamo i numeri di telefono e ci sentiamo per metterci d'accordo! Se voi venite a Torino a trovarci, magari durante un week end, ci divertiremo tutti assieme, o magari una volta si può combinare per venire noi da voi..vedremo, ci sentiamo al telefono e vediamo, va bene? Intanto ti ringraio ancora tanto per il tuo commento che mi ha fatto proprio tanto tanto piacere. Un caro abbraccio e un bacio a te, ma anche al tuo fratellino e alla tua mamma.
    Ciao, allora, a presto
    Cinzia (mamma di Gabriele)

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    1. PS per Denis.
      Denis, dimenticavo, tu non mi conosci, ma io ti conoscevo già perchè la tua mamma mi ha parlato spesso di te dicendomi quanto sei bravo e quanto è contenta di te, quindi un po' ti conoscevo già :-)
      Ri-ciao!
      Cinzia (sempre mamma di Gabriele;-)

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    2. eccomi!
      Grazie, Denis aspettava notizie ed è stato felicissimo.
      Ieri sera ti ho scritto una mail all'indirizzo che avevo. Non ho messo il nr. tel. ma se poi mi rispondi ce lo scambiamo :)
      Un abbraccio!

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